[Poliedrico] Che presenta molteplici aspetti (tutti degni di considerazione).

Ecco cosa mi sento, una persona poliedrica. Ma se oggi questo aggettivo lo sento mio e me lo tengo stretto, quando ero più piccola lo vivevo come un difetto, un ostacolo ed un problema.

 

 

“Possibile che non sia capace di capire quale sia la mia passione?”

 

 

Circondata da amici che dedicavano anni ad uno sport, ad uno strumento musicale, bambini i cui talenti erano chiari fin da piccoli, mi trovavo in difetto, senza capire cosa realmente mi appassionasse e in cosa davvero potevo eccellere.

Per non parlare della domanda “Cosa vuoi fare da grande?”
Il mio problema non è mai stato non sapere cosa voler fare, ma voler fare troppe cose da non saper decidere.

Mi sono sentita per anni una persona mediocre in tante attività piuttosto che l’eccellenza in una cosa sola.

Ho cominciato fin da piccola ad amare la lettura, la scrittura, il teatro. Poi è arrivato lo sport, adoravo il pattinaggio, la pallavolo, lo sci ma se avessi potuto avrei fatto anche ginnastica artistica, tennis, equitazione e nuoto sincronizzato. E le passioni? Il canto su tutte, il pianoforte, e le lingue.
Ancora oggi ci sono cose che non ho mai potuto fare, e alcune di queste le conservo nel cassetto per incominciarle in un futuro dove il tempo sarà scandito più lentamente. Avrei suonato anche la chitarra, e mi sarebbe piaciuto diventare un’asso del pianoforte. Mi sarebbe piaciuto dedicarmi al teatro, diventare doppiatrice o speaker radiofonica e se da piccola non avessi intrapreso la strada che ho scelto probabilmente avrei inseguito il desiderio di fare la maestra, la commercialista, oppure sì, la sindacalista.

Solo io conosco il numero di volte che mi sono guardata allo specchio pensando che dovevo decidere di seguire una sola di queste passioni, così da eccellere ed essere ricordata, stimata.
E per decidermi mi chiedevo quale fosse il mio talento.
Non ho ancora trovato risposta a questa domanda, ma adesso non ha più importanza scoprirlo.

Ho acquisito la consapevolezza che non tutti sono nati per fare poche cose, alcuni sono nati per farle tutte, poliedrici. Innamorati di innumerevoli interessi, di cui magari si stancano facilmente e allora cambiano, in cerca di nuovi stimoli, di nuove sfide.

 

Io sono questa e vado bene così, sapendo fare di tutto un po’, rinnovandomi di giorno in giorno.
Magari non sono diventata la nuova Whitney ma ho un diploma in canto che mi rende orgogliosa e credetemi, pur avendo molteplici interessi, riuscirete ad eccellere in quelli che vi stanno più a cuore, anche se lo saprete solo voi e pochi altri.

Il mondo tende a catalogare, o vai di qua, o vai di la. Io vado ovunque, poi magari torno indietro e cambio direzione. Il mio mondo è troppo grande, variopinto e colorato perché io mi dedichi anima e corpo a poche cose. 


Voglio tingermi di tutti i suoi colori e scoprire quelli che amo di più. Non mi importa essere stimata perchè eccello in qualcosa, voglio essere io a stimare me stessa per il coraggio di saper cominciare qualcosa di nuovo ogni volta che voglio.