Il ritmo della vita è veloce, ciò che scandisce le nostre giornate non sono le ore, i minuti o i secondi, ma gli impegni.
Oggi devo fare questo, domani sarà una giornata impegnativa, “ma sono già le 17?!” .
Corri a destra e a sinistra, ti arrabbi con tuo marito che non ti aiuto perchè “non puoi fare tutto tu”, e menomale che ci sono i nonni.
Ah, come vorrei avere tempo di fare un bagno caldo, di leggere un libro… Sai da quanto non guardo la tv?

Poi arriva un giorno che fa cambiare tutto.

Un microscopico organismo si insinua nelle nostre giornate, un virus, una parola che fa parte dei nostri inverni da sempre, ma che renderà tristemente indimenticabile quello che stiamo vivendo.
Riscopriamo il nostro essere fragili, persone legate ad un alito di vita. Il nostro mondo fatto di tante cose importanti comincia a sgretolarsi per renderci consapevoli delle cose davvero essenziali, la vita, la salute.
Tutti i nostri sforzi nel raggiungimento di obiettivi subiscono uno stop, la vita rallenta bruscamente, i pensieri diventano pesanti le paure giganti.

E’ qui che dobbiamo mostrare la forza che abbiamo dentro ed essere grati. Grati?
Sì, grati. Grati per aver vissuto anni incredibilmente spensierati dove problemi che sembravano enormi, adesso poi non lo sono così tanto. Grati di vivere in una nazione che nonostante le lacune, ha il sistema sanitario migliore al mondo. Grati perchè non soffriamo la fame, grati perchè ciò che ci viene chiesto di fare è stare a casa, con un tetto sulla testa, le dispense piene, la televisione, internet, il telefono. Cose che anni fa nelle stesse circostanza non esistevano, e beni che purtroppo anche oggi molti paesi non hanno.

Se poi siete a casa con la vostra famiglia siete ancora più benedetti. Immaginate chi è diviso, anche solo da pochi km che però identificano due comuni diversi che non possono essere raggiunti. Immaginate le famiglie che quando scoppiò l’epidemia avevano mariti, figli, amici, lontani da casa.
Immaginate i figli espatriati in paesi lontani, che non possono tornare in Italia e impotenti seguono le vicende chiamando i parenti quando sono svegli e non importa se dove si trovano loro è notte fonda.

Siamo benedetti e dobbiamo essere grati.

E sembra assurdo che proprio ora che quel bagno caldo lo puoi fare ti annoia. Dobbiamo imparare a camminare lentamente sul ritmo della vita. Dobbiamo imparare a gustarci la famiglia, cucinare con i nostri figli, fare l’amore, leggere un libro, aiutare i più piccoli nei compiti senza che ci sia l’insegnante di ripetizione o la baby sitter. Impariamo ad apprezzare l’aria fresca che entra dalla finestra o le stelle che la notte brillano nel cielo.

Impariamo ad apprezzare, ma davvero, ciò che abbiamo, perché è già di più di quello di cui abbiamo bisogno.
E tutte le volte che nella nostra frenetica vita abbiamo letto i giornali o sentito alla televisione di quel paese che lotta contro le locuste che divorano i campi, loro unica fonte di sostentamento, non siamo superficiali.

Quando ascoltiamo che nel mondo ci sono ancora dittature tremende, non possiamo ignorare.
Quando sappiamo che c’è chi scappa dalla guerra o chi muore per la fame non dobbiamo ignorare.

Adesso sappiamo quanto sia spaventoso vedere le proprio certezze sgretolarsi, ora conosciamo l’odore della paura o le notti insonni per i pensieri che affollano la mente.
Impariamo da ciò che abbiamo vissuto e facciamo in modo che questo determini un cambiamento dentro di noi. Profondo e duraturo.